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Ben Katchor è nato nel 1951 a Brooklyn, New York, dove vive e insegna alla New York School of Arts. Oltre a disegnare strisce (come The Cardboard Valise e Hotel & Farm.) e tavole a fumetti per i principali quotidiani e riviste statunitensi dal 1988, è uno degli autori americani di graphic novel più significativi nel panorama internazionale del fumetto e collabora inoltre nella produzione di importanti pieces teatrali. Nel 1995 ha ricevuto una sovvenzione dal Guggenheim Memorial Foundation, e nel 2000 è stato il primo fumettista in assoluto ad essere premiato col prestigioso Mac Arthur-Genie Prize, che viene assegnato agli artisti americani che si sono distinti per la qualità della loro opera. Per il teatro, nel 1999, ha scritto il libretto e disegnato le scene per l’opera The Carbon Copy Building che ha ricevuto l’Obie Award per la “migliore nuova produzione”.
Katchor è un autore dall’immaginazione fervida che riesce a sondare il mistero del quotidiano attraverso uno sguardo che ama le cose bizzarre, piccole e laterali. La sua narrazione è spesso imprevedibile, ricca di aneddotica e intrecci, si caratterizza per essere sintetica e scarna. Ci sono forti ellissi nelle sue pagine che affidano alla natura delle immagini, alla cura dei dettagli e a uno stile grafico unico, il compito di completare il puzzle del racconto. Il disegno sembra assecondare il tono delle storie e la registrazione del reale con un segno nervoso e geometrico, proporzioni inedite, variazioni di luce e mezzetinte, espressioni e gesti dei personaggi, in una mescolanza che declina e restituisce una forza visionaria di alta densità narrativa.
La mostra è inedita nel nostro paese e si articolerà tra le sue principali opere: L’ebreo di New York, storia di un ardente sionista che nel 1925 tentò, fallendo, di stabilire la “Terra del ritorno” in un lembo di terra sulla Grand Island, un’isola fluviale sul fiume Niagara nei pressi di Buffalo chiamandola Ararat, e Julius Knipl Real Estate Photographer, fotografo di proprietà immobiliari in New York, che nelle sue brevi storie vaga fotografando palazzi su commissione e parlando con chi incontra. Knipl non è nemmeno un protagonista vero e proprio, è quasi un catalizzatore di senso tra l'autore le storie e il lettore, un tramite che può sparire per lasciare spazio al racconto della città. New York diviene così un detonatore di incontri, di vite, di luoghi e di memorie che attraverso l’arte di Katchor e il continuo movimento di Knipl ci suggeriscono itinerari di conoscenza che possono rivelarsi anche in maniera illogica.
L’esposizione prevede inoltre una selezione di illustrazioni e di strisce del primo periodo di attività dell'autore, e la proiezione del documentario "The pleasure of urban decay", un'esplorazione di New York, notturna e diurna, vista attraverso gli occhi di Julius Knipl/Ben Katchor.

 
 
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