I taccuini di Lorenzo Mattotti, viaggiatore per immagini

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Li chiama i disegni della linea fragile, stanno in taccuini di formato spesso lungo e stretto, riproducendo pensieri, associazioni mentali, figure oniriche a penna che rimandano a Redon e alle forme di Ernst. Da uno di questi, due amanti che in una stanza fatta di solo letto futon e tappeto si replicano in abbracci, torsioni, sguardi, contatti, Lorenzo Mattotti ha tratto il doppio Stanze, edito da Logos, il taccuino originale a matita e il catalogo di una mostra del 2010. Quando parla, Lorenzo ha il volto e i repentini sorrisi di un giovane Bruno Ganz e un’immediata e spontanea

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