Jack Kirby

un progetto speciale sostenuto da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Unicredit

Se c’è un maestro della costruzione di mondi fantastici, quello è Jack Kirby, tra i principali edificatori dell’immaginario popolare contemporaneo e artista dall’inconfondibile identità stilistica. Non solo ha creato, da solo o in coppia con lo sceneggiatore Stan Lee, i supereroi degli attuali blockbuster cinematografici e televisivi, ma la forza visionaria dei suoi disegni, insieme all’originale commistione di fantascienza, tecnologia e temi sociali delle sue storie, ha influenzato generazioni di artisti e scrittori.

mostra


Mostri, uomini, dei24 novembre 2018 - 5 gennaio 2019  |  Fondazione del Monte di Bologna e RavennaInaugurazione sabato 24 novembre h 12

Mostri, uomini, dei è un modo per offrire ai lettori italiani di Jack Kirby uno sguardo inedito sulla carriera del “King of comics”, e porre l’accento sulla complessità del suo lavoro, al confine tra slancio visionario e stilemi del pop.
Nel momento in cui le creazioni di Jack Kirby riaffermano con forza la loro influenza sull’immaginario (basti pensare al successo dei blockbuster cinematografici dedicati ai supereroi), è importante sottolineare il suo genio di artista visionario, capace di trascendere il mainstream e lasciare un segno indelebile nella cultura (non solo fumettistica) del presente.

incontro


con Paul Gravett, Matteo Casali, Giuseppe Camuncoli, Ratigher, Alessandro Tota
modera Alessio Trabacchini

in collaborazione con Unicredit, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

pubblicazione


Jack Kirby. Mostri, uomini, deia cura di Hamelin

L’arte di Jack Kirby ha influenzato moltissimi autori: non solo fumettisti, ma romanzieri, registi, sceneggiatori.
In occasione della mostra Mostri, uomini, dei, BilBOlbul ha raccolto in un unico volume i contributi di alcuni di questi autori, italiani e internazionali. Il risultato è un mosaico che ripercorre la carriera di Kirby a partire da punti di vista vari e differenti, dimostrando così, ancora una volta, quanto la sua opera abbia influenzato l’immaginario contemporaneo.

In vendita al bookshop del Festival nella piazza coperta di Biblioteca Salaborsa, dal 23 al 25 novembre.

biografia


Jack Kirby nasce a New York nel 1917 in una famiglia di immigrati austriaci di origine ebraica, come rivela il nome anagrafico Jacob Kurtzberg.
La sua prima serie di successo, e il primo dei suoi iconici personaggi, è stato Captain America, creato nel 1941 insieme allo sceneggiatore Joe Simon. È bene ricordare che, al momento della sua nascita, Capitan America non era una semplice icona patriottica, ma una precisa dichiarazione politica: un eroe antifascista che combatteva Hitler nel momento in cui gli Stati Uniti erano ancora lontani dall’entrata in guerra. Già in queste prime storie, Kirby inizia a riscrivere le regole della composizione della tavola a fumetti, una ricerca che porterà avanti per tutta la sua carriera.
Nel dopoguerra, Kirby e Simon continuano a realizzare fumetti di ogni genere, dal western al poliziesco all’horror, ma ottengono i maggiori successi nel genere rosa, con la serie Real Love. In questi racconti destinati al pubblico femminile, Kirby inserisce nell’intreccio temi sociali come la discriminazione razziale e lo scontro tra le classi, ma getta anche le basi di quell’iconografia sentimentale, ma già venata d’ironia, che diverrà pervasiva e verrà raccolta dalla pop art.
Nel 1961 avviene l’incontro con Stan Lee, uno spartiacque nella carriera di Kirby. La coppia riporta in vita il concept del supereroe, caduto in disgrazia dopo la Seconda Guerra Mondiale, e inventa tutti i principali personaggi della Marvel Comics: I Fantastici Quattro, Thor, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Pantera nera… Il contributo di Kirby non è limitato al character design e alla realizzazione di molte delle storie, ma è fondamentale nello sviluppo della personalità e del significato dei personaggi: una rivoluzione nella cultura popolare ancora lontana dall’essere conclusa.
Per il resto della sua carriera, l’autore resterà legato ai supereroi e alla fantascienza, sempre più attraversate da luci mistiche e filosofiche, particolarmente evidenti nel mondo post-apocalittico di Kamandi e nella versione a fumetti di 2001 A Space Odissey.
Le sue tavole e le sue illustrazioni continuano a essere studiate e citate dagli autori del fumetto popolare come di quello d’avanguardia, e anche da artisti di altre discipline. Spesso indicato come “The King of Comics” dai suoi colleghi, Kirby ha stabilito gli standard del fumetto occidentale per concedersi poi, all’interno di questi standard, una sempre maggiore libertà creativa, sviluppata nell’equilibrio tra sapienza compositiva e un potente, a tratti inquietante, senso del meraviglioso.